Settembre segna tradizionalmente l’avvio delle attività di programmazione per molte amministrazioni pubbliche. È il periodo in cui vengono definiti budget, priorità di intervento e procedure di affidamento che interesseranno l’anno successivo. Nel contesto attuale, caratterizzato da obiettivi sempre più ambiziosi in materia di sostenibilità ed efficienza energetica, la riqualificazione degli edifici pubblici rappresenta una priorità strategica. Tra gli interventi più efficaci e immediatamente percepibili vi è la sostituzione degli infissi esistenti con serramenti ad alte prestazioni energetiche.

Perché intervenire sugli infissi degli edifici pubblici

Molti edifici pubblici italiani presentano ancora serramenti installati oltre venti o trent’anni fa. Le conseguenze sono evidenti:

  • elevate dispersioni energetiche;
  • costi di gestione elevati;
  • scarso comfort per utenti e dipendenti;
  • problemi di infiltrazione d’aria;
  • difficoltà nel controllo delle temperature interne.

La sostituzione degli infissi rappresenta spesso uno degli interventi con il miglior rapporto tra investimento e benefici ottenuti.

Il quadro normativo aggiornato al 2026

Nel 2026 gli interventi sugli edifici pubblici devono confrontarsi con un quadro normativo in continua evoluzione. Tra i principali riferimenti:

  • D.Lgs. 192/2005 e successive modifiche;
  • DM 28 ottobre 2025 — nuovo DM Requisiti Minimi, in vigore dal 3 giugno 2026
  • Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023)
  • DM 24 novembre 2025 — nuovi CAM Edilizia, in vigore dal 2 febbraio 2026
  • Direttiva Europea EPBD 2024/1275 (Direttiva Case Green)

Le amministrazioni devono verificare costantemente eventuali aggiornamenti ministeriali e linee guida applicative, in particolare sul nuovo DM Requisiti Minimi e sulle Regole Applicative del Conto Termico 3.0.

La Direttiva Case Green e il patrimonio pubblico

La Direttiva EPBD definisce il percorso europeo verso edifici sempre più efficienti e a basse emissioni, con priorità esplicita per il patrimonio edilizio pubblico. La scadenza di recepimento nazionale, fissata al 29 maggio 2026, non è stata rispettata: l’Italia non ha ancora un decreto di recepimento formale e la Commissione europea ha aperto procedure di infrazione.

Questo non significa che gli obblighi siano scongiurati: significa che sono rinviati. La direzione resta chiara:

  • riduzione dei consumi energetici
  • miglioramento delle prestazioni dell’involucro
  • incremento dell’uso di energie rinnovabili
  • progressiva riqualificazione del patrimonio pubblico esistente, a partire dagli edifici nelle classi energetiche più basse

Per gli enti locali pianificare oggi significa anticipare obblighi che diventeranno sempre più stringenti nei prossimi anni — con il vantaggio di muoversi prima che la pressione normativa e la domanda di mercato rendano gli interventi più costosi e i tempi più lunghi.

CAM Edilizia 2026: un requisito obbligatorio

I nuovi Criteri Ambientali Minimi, introdotti dal DM 24 novembre 2025 e obbligatori dal 2 febbraio 2026, sostituiscono integralmente il precedente decreto del 2022 e introducono per i serramenti requisiti molto più puntuali rispetto al passato:

  • contenuto minimo di materiale riciclato certificato: 20% per i profili in PVC, 40% per i profili in alluminio (requisito nuovo rispetto ai CAM 2022, che non riguardava l’alluminio)
  • obbligo di progettare i nodi di posa conformi alla norma UNI 11673-1, con attenzione specifica ai giunti tra serramento e involucro opaco
  • certificazione delle vetrate isolanti secondo la serie UNI EN 1279, rilasciata da organismo accreditato
  • redazione obbligatoria della Relazione CAM di progetto, a cura del progettista, che dimostri la conformità di materiali, giunti e vetrazioni
  • assenza di sostanze pericolose nei trattamenti superficiali

Attenzione: La mancata conformità ai CAM in un appalto pubblico non è una questione formale: espone l’ente a contestazioni, ricorsi e responsabilità amministrative. La conformità deve essere dimostrata attraverso documentazione verificabile — EPD, certificazioni di filiera, rapporti di conformità UNI 11673-1 — non semplicemente dichiarata.

Tipologie di edifici pubblici: esigenze diverse

Scuole: comfort e qualità dell’apprendimento

Negli edifici scolastici gli infissi influenzano direttamente il comfort degli studenti e del personale. I benefici di una sostituzione corretta comprendono la riduzione delle dispersioni energetiche, il miglioramento dell’acustica delle aule, una maggiore qualità della luce naturale e un migliore controllo della temperatura interna. Numerosi studi internazionali evidenziano come ambienti più confortevoli favoriscano concentrazione e benessere.

Uffici pubblici e sedi amministrative

Negli uffici pubblici il comfort ambientale incide sulla qualità del lavoro quotidiano. Infissi performanti permettono di ridurre i consumi energetici, migliorare il benessere degli occupanti, limitare le oscillazioni termiche e diminuire i costi di gestione. La sostituzione dei serramenti dovrebbe essere coordinata con gli impianti esistenti — anche alla luce del nuovo obbligo di termoregolazione per singolo ambiente introdotto dal DM Requisiti Minimi 2025.

Strutture sanitarie e sociosanitarie

Le strutture sanitarie richiedono prestazioni specifiche. I serramenti devono garantire facilità di pulizia, resistenza agli agenti chimici, elevata tenuta, affidabilità nel lungo periodo e comfort per pazienti e operatori. La scelta dei materiali deve tenere conto sia delle prestazioni energetiche sia dei requisiti igienico-sanitari.

Impianti sportivi

Palestre e piscine rappresentano ambienti particolarmente impegnativi per i serramenti. L’elevata umidità e l’utilizzo intensivo richiedono materiali resistenti, guarnizioni ad alta durabilità, sistemi di tenuta efficaci e manutenzione programmata. Una scelta errata può generare costi manutentivi significativi nel giro di pochi anni.

Tracciabilità dei materiali: un vantaggio nella raccolta della documentazione CAM

I CAM 2026 chiedono alle stazioni appaltanti di verificare — non solo dichiarare — la conformità di materiali e filiera: certificazioni FSC/PEFC per il legno, EPD per il contenuto di riciclato dell’alluminio e del PVC. Questo significa che la scelta del fornitore incide direttamente sul carico di lavoro documentale dell’ente.

Lavorare con un produttore diretto, con filiera corta e controllata, semplifica concretamente questa fase: la tracciabilità del materiale — dalla materia prima al prodotto finito — è più immediata da certificare rispetto a filiere lunghe e frammentate, dove raccogliere la documentazione richiesta da più fornitori intermedi richiede tempo e spesso genera ritardi nella validazione del progetto.

Per gli enti pubblici, vale la pena chiedere ai fornitori in fase di consultazione preliminare quali certificazioni hanno già disponibili — EPD aggiornate, certificazioni di filiera, dichiarazioni di conformità ai cicli di verniciatura protettiva utilizzati — invece di scoprirlo durante la redazione del capitolato.

Come pianificare correttamente un intervento

Analisi del patrimonio esistente

È fondamentale raccogliere informazioni su età degli infissi, stato di conservazione, prestazioni energetiche, criticità manutentive e priorità di intervento.

Redazione del capitolato

Un capitolato efficace dovrebbe definire:

  • valori minimi di Uw e gtot in funzione del DM Requisiti Minimi 2025
  • isolamento acustico richiesto (Rw)
  • permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, resistenza al vento
  • requisiti CAM: contenuto di riciclato certificato, conformità UNI 11673-1 per la posa, certificazione UNI EN 1279 per le vetrate
  • modalità di posa e relativa documentazione per la Relazione CAM
Affidamento e controllo

La fase di affidamento deve prevedere verifiche puntuali sulla documentazione tecnica e sulle certificazioni fornite dagli operatori economici — in particolare EPD e rapporti di conformità UNI 11673-1, oggi elementi imprescindibili per la conformità CAM.

Incentivi e strumenti di finanziamento nel 2026

Conto Termico 3.0: la novità principale

Il Conto Termico 3.0, introdotto con il Decreto MASE del 7 agosto 2025 e in vigore dal 25 dicembre 2025, sostituisce il precedente Conto Termico 2.0. Si tratta di un contributo statale a fondo perduto erogato direttamente dal GSE — non di una detrazione fiscale da recuperare in più anni. Per le Pubbliche Amministrazioni resta lo strumento principale per finanziare interventi di riqualificazione energetica sugli edifici pubblici, inclusa la sostituzione degli infissi, con contributo fino al 65% delle spese ammissibili nelle zone climatiche E e F.

Nota operativa: Le modalità operative, le percentuali di incentivo e la documentazione richiesta devono sempre essere verificate attraverso le Regole Applicative aggiornate pubblicate dal GSE per il Conto Termico 3.0, che possono differire da quelle del vecchio Conto Termico 2.0.

Fondi regionali e programmi europei

Accanto agli strumenti nazionali, molte regioni continuano a mettere a disposizione fondi POR FESR, programmi di efficientamento energetico, contributi dedicati agli enti locali e bandi specifici per scuole ed edifici pubblici. Monitorare queste opportunità consente di ottimizzare le risorse disponibili.

La documentazione è fondamentale

Un errore frequente consiste nel concentrarsi esclusivamente sulla fase esecutiva. Per accedere a incentivi e finanziamenti è invece essenziale predisporre correttamente:

  • APE ante e post intervento
  • relazioni tecniche conformi al DM Requisiti Minimi 2025
  • documentazione CAM, inclusa la Relazione CAM di progetto
  • certificazioni di prodotto (EPD, UNI EN 1279)
  • dichiarazioni di conformità UNI 11673-1 per la posa
  • documentazione fotografica e amministrativa

Molti di questi requisiti devono essere pianificati fin dall’inizio del progetto e non possono essere ricostruiti successivamente.

Pianificare oggi per ottenere risultati domani

La riqualificazione energetica degli edifici pubblici non riguarda soltanto il rispetto della normativa. Significa ridurre i costi di gestione, migliorare il comfort degli utenti e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. Per questo motivo settembre rappresenta il momento ideale per avviare valutazioni tecniche, programmare gli investimenti e predisporre interventi che potranno essere realizzati nel corso del 2027 con tempi adeguati e maggiore controllo dei costi.